
Johann Wolfgang von Goethe
La figura sovrana delle lettere tedesche; il Faust mette l'anima umana contro sapere, desiderio e divino, e il suo verso definì una letteratura nazionale.
Dove la poesia tende all'infinito e la filosofia ha rifondato la mente moderna — il regno del pensiero e dell'anelito romantico.
★ Prima opera che entrerà nel lettore: Goethe — Faust (parte prima)

La figura sovrana delle lettere tedesche; il Faust mette l'anima umana contro sapere, desiderio e divino, e il suo verso definì una letteratura nazionale.

Poeta della libertà e della grandezza morale; le sue odi e i suoi drammi diedero all'idealismo tedesco una voce squillante, dall'Inno alla gioia al Guglielmo Tell.

Poeta dell'interiorità e della trasformazione; le Elegie duinesi e i Sonetti a Orfeo scandagliano i confini del dicibile.

Il ponte dal Romanticismo alla modernità; il Libro dei canti è lirico, ironico e politicamente vivo.

Cantore dell'assenza degli dèi, il cui luminoso verso tardo — scritto in decenni di follia — divenne stella polare della poesia e del pensiero moderni.

La voce più pura del primo Romanticismo tedesco; il suo «fiore azzurro» ne divenne il simbolo dell'anelito infinito.

Nella Critica della ragion pura ridisegnò i limiti del conoscibile e rimodellò ogni filosofia successiva.

In Così parlò Zarathustra e oltre prese a martellate i valori ereditati e chiese come vivere senza di essi.

La Fenomenologia dello spirito tracciò il cammino della coscienza verso l'assoluto e diede alla storia la sua forma dialettica.

Di importanza storico-mondiale; il Manifesto del Partito Comunista e Il Capitale rimodellarono politica, economia e storia insieme.

Ne La montagna magica e nei Buddenbrook anatomizzò la borghesia europea e il male nel cuore di un'epoca.

Padre dell'idea di cultura nazionale; insegnò che ogni popolo canta con la propria voce insostituibile.

Fondatore dell'Athenaeum e padre della critica romantica; i suoi frammenti e il concetto di «ironia romantica» definirono un movimento.

Drammaturgo e narratore inquieto della giustizia in fuga e del destino, la cui prosa serrata e le ironie violente appaiono sorprendentemente moderne.

Amato umorista di romanzi tortuosi e digressivi, che sposò sentimento e ironia in una voce tutta sua.

Fondatore del dramma e della critica tedeschi moderni, il cui Nathan il saggio invoca la tolleranza tra le fedi.

Maestro del perturbante; i suoi racconti fantastici fusero musica, follia e grottesco.

Filologo e folclorista; con il fratello raccolse le fiabe e fondò lo studio della lingua germanica.

Con il fratello Jacob, raccoglitore delle Fiabe che portarono il folclore tedesco in tutto il mondo.

Maestro di lingua tedesca a Praga; le sue parabole da incubo su colpa e burocrazia ci diedero la parola «kafkiano».

Rivoluzionario del palcoscenico; il suo «teatro epico» e lo straniamento rifecero il dramma del Novecento.

Premio Nobel (1946); i suoi romanzi di ricerca spirituale parlarono a generazioni in cerca di sé.

Fondatore della storia moderna basata sulle fonti; cercò di mostrare il passato «come realmente fu».

Il tramonto dell'Occidente concepì le civiltà come organismi viventi con le proprie stagioni di ascesa e caduta.
I nuovi classici tradotti vengono aggiunti uno alla volta. Torna presto per il prossimo titolo.
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