
Charles Baudelaire
Padre della poesia moderna; I fiori del male trovarono bellezza nella città, nel caduto e nello strano, aprendo la porta a tutto ciò che seguì.
Dai moralisti di corte alla coscienza del romanzo moderno — ragione, passione e voce moderna.
★ Prima opera che entrerà nel lettore: Baudelaire — I fiori del male (scelta)

Padre della poesia moderna; I fiori del male trovarono bellezza nella città, nel caduto e nello strano, aprendo la porta a tutto ciò che seguì.

Colosso del Romanticismo francese; poeta, drammaturgo e autore dei Miserabili, diede voce al popolo e al secolo.

Il ragazzo-genio che reinventò la visione poetica in pochi anni per poi tacere; le Illuminazioni ardono ancora.

Maestro di musicalità e atmosfera; le Romanze senza parole sono pietra angolare del Simbolismo e complemento perfetto a Baudelaire e Rimbaud.

Genio vagabondo delle strade medievali, il cui Testamento trasforma la vita di un ladro all'ombra della forca nella prima grande poesia personale di Francia.

Sommo favolista i cui animali in versi — la volpe, il corvo, la cicala — insegnarono alla Francia una saggezza mondana che bimbi e cortigiani citano ancora.

Sommo sacerdote del Simbolismo che affinò la poesia verso musica e silenzio, spingendo il verso al limite estremo del dicibile.

Araldo del moderno che abolì la punteggiatura, diede alle poesie forma di immagini e coniò la parola «surrealismo» prima che l'influenza del 1918 lo portasse via.

Poeta e drammaturgo di grandiosa visione cattolica; i suoi drammi in versi tendono al cosmico e al divino.

Padre della filosofia moderna; le Meditazioni ricostruirono il sapere da un'unica certezza — «penso, dunque sono».

Inventore del saggio; i suoi Saggi trasformarono l'esame di sé nella più libera e umana delle forme letterarie.

Il contratto sociale ripensò la libertà e lo Stato e accese la miccia dell'età moderna.

Il secondo sesso è un testo fondativo del femminismo esistenzialista e una delle opere filosofiche decisive del secolo.

Alla ricerca del tempo perduto è il grande romanzo della memoria, del tempo e della coscienza — un intero mondo ritrovato in un solo sapore.

Arguzia, militanza e coscienza dell'Illuminismo; Candido resta la satira più tagliente mai rivolta all'ottimismo facile.

Curatore dell'Encyclopédie, romanziere e drammaturgo; incarna l'Illuminismo come progetto culturale vivente.

Monaco-medico dalla risata gargantuesca, i cui giganti diedero alla letteratura un intero vocabolario di eccesso sboccato, dotto e vitale.

Autrice di quello che molti dicono il primo romanzo psicologico moderno — la guerra silenziosa di una duchessa tra passione e virtù alla corte di Francia.

Freddo analista dell'ambizione e dell'amore, il cui Julien Sorel scala la Francia post-napoleonica tra «il rosso e il nero» dell'esercito e della chiesa.

Titano che edificò un'intera società in prosa — i novanta romanzi della Commedia umana, mossi da denaro, desiderio e ambizione parigina.

Martire del «mot juste», la cui Madame Bovary perfezionò il romanzo realista e fu processata per aver offeso la Francia con un'adultera di provincia.

Fondatore del Naturalismo e coscienza della Repubblica, la cui saga in venti romanzi e il tonante «J'accuse…!» fecero della narrativa una forza nella storia.

Stilista decadente il cui Controcorrente — il catalogo di sensazioni squisite di un eremita esteta — divenne il «breviario della Decadenza».

Medico dei poveri il cui furioso Viaggio al termine della notte, sparato di gergo, reinventò la prosa francese — un genio adombrato da una politica ignobile.

«Papa del Surrealismo», ne scrisse i manifesti e in Nadja inseguì caso, sogno e desiderio per le strade di Parigi.

Filosofo-romanziere della libertà e dell'angoscia che rifiutò il Nobel e fece di «l'esistenza precede l'essenza» un grido del secolo.

Premio Nobel dell'assurdo, la cui prosa lucida e solare affronta un mondo senza senso con rivolta, solidarietà e ostinata tenerezza.

Il grande narratore del Romanticismo francese; i suoi romanzi d'avventura restano tra i più adattati al mondo.

Padre della fantascienza; i suoi «viaggi straordinari» previdero sottomarini, voli spaziali e un mondo che si rimpicciolisce.

Maestro del racconto; le sue novelle scarne e senza sentimentalismi sono pietre miliari del Naturalismo.

Premio Nobel (1921); scettico ironico ed elegante, tra i più onorati letterati di Francia.

Premio Nobel (1947) che fece della sincerità una ricerca morale, mettendo a nudo desiderio, libertà e autoinganno.

Sensuale cronista della vita delle donne; voce audace e indipendente, titano della prosa francese moderna.

Romanziere cattolico della grazia e della disperazione; i suoi preti lottano per la santità in un mondo caduto.

Prima donna eletta all'Académie française; i suoi romanzi storici sono meraviglie di erudizione e compostezza.

Romanziera e regista della memoria e del desiderio; la sua prosa scarna e ipnotica rimodellò la scrittura francese.

La democrazia in America resta lo studio più penetrante mai scritto sulla condizione democratica.

Maestro della scuola delle Annales; Il Mediterraneo rifece la storia attorno a geografia, economia e lunga durata.
I nuovi classici tradotti vengono aggiunti uno alla volta. Torna presto per il prossimo titolo.
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