Rime d'amore (Torquato Tasso)
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Rime d’amore
Torquato Tasso
XVI secolo
Raccolte di poesie
Rime d’amore
Torquato Tasso
XVI secolo
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DI
Volume II: RIME D’AMORE
1898
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Indice
I. Vere fûr queste gioie e questi ardori
Libro I. Rime per Lucrezia Bendidio [1561-1562 1585]
Libro II. Rime per Laura Peperara [1563-1567 1579-1583]
Libro III. Rime amorose estravaganti
Libro IV. Rime amorose composte ad istanza d’altri
Indice per nomi del libro IV
Indice delle Rime d'amore
Indice del volume
Rime d’amore
Torquato Tasso
XVI secolo
Raccolte di poesie
Torquato Tasso - Rime d’amore (XVI secolo)
1. Vere fûr queste gioie e questi ardori
Rime d'amore
2 nota
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1.
[C-Ts3. — 9-11-12-13-15-20-24
29-33-67-85-87-141-166-169-181-182-224-260-268. —
Fatto spirituale dal Selva.[C - 85]
Questo primo sonetto è quasi proposizione de l’opera: nel quale il poeta dice di meritar lode d’essersi pentito tosto del suo vaneggiare, ed esorta gli amanti col suo esempio che ritolgano ad Amore la signoria di se medesimi.
Vere fûr queste gioie e questi ardori
Ond’io piansi e cantai con vario carme,
Che poteva agguagliar il suon de l’arme
4E de gli eroi le glorie e i casti amori:
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E se non fu de’ piú ostinati cori
Ne’ vani affetti il mio, di ciò lagnarme
Già non devrei, ché piú laudato parme
8Il ripentirsi, ove onestà s’onori.
Or con l’esempio mio gli accorti amanti,
Leggendo i miei diletti e ’l van desire,
11Ritolgano ad Amor de l’alme il freno.
Pur ch’altri asciughi tosto i caldi pianti
Ed a ragion talvolta il cor s’adire,
14Dolce è portar voglia amorosa in seno.
Varianti
[p. 3 modifica]9 manca l’arg. — 11 Quasi proposizione de l’opera. 2. 9-11 vari carmi. 3. 9-11 Che potean sostenere il suon de l’armi. 4. Ts3 corregge la gloria.
[p. 4 modifica] 5. C-9-11 piú costanti cori. 6. 9-11 di che lagnarmi. 7. C Già non [deggio io] devrei che piú lodevol parmi. — 9-11 Meco non ho che più lodevol parmi. 8. C Il pentimento. - 9-11 Vaneggiar breve, ove il pentir s’onori. 9. 85 Or con gli esempi miei nel testo, ma nel commento è al singolare come in C-9-11. — C Or con l’esempio mio gli [amanti] accorti amanti. 10. C [e i miei desiri] e’l mio languire. — 9-11 e i miei martiri. 12-14. C-9-11
Dolce è nudrir voglie amorose in seno
Pur ch’asciughi consiglio i brevi pianti
E che a ragion talvolta il cor s’adiri;
ma le rime sono trasposte.
Composto quasi certamente nel 1581, quando, dopo la prima edizione delle rime (n.º 8), l’Aldo ottenne di farne una raccolta maggiore, alla quale il sonetto fu preposto (n.º 9). Cfr. la mia Vita di Torquato Tasso, Torino, Loescher, 1895, vol. I, p. 345 e p. 347.